Nella lingua giapponese la formula masuyoni è utilizzata per esprimere il desiderio. Si aggiunge alla forma “masu” del verbo per indicare che si desidera che qualcosa accada o che qualcosa continui ad essere come è. Non è un ordine, né una pretesa: è l’eco di ciò che il cuore chiede, con rispetto e costanza. Nel percorso di un atleta, mantenere vivo quel desiderio è forse la sfida più difficile. Da bambini, il sogno arde chiaro: una medaglia, un traguardo, un gesto tecnico perfetto. La nostra visione ci porta a desiderare l’inarrivabile e a scoprire le esperienze sul tatami e anche dentro noi stessi. Poi sopraggiungono gli ostacoli, i momenti difficili sembrano essere interminabili, non si riesce a guardare oltre e a ritornare
alla nostra prima aspirazione. Per questo il desiderio va allenato continuamente, richiede esercizio, compromessi, presenza e impegno. Spesso ci accorgiamo di volere davvero una cosa quando la ripetiamo a voce alta oppure quando la annotiamo su un biglietto che guardiamo al risveglio o prima di dormire. I sogni hanno bisogno di prendere forma, di essere coltivati e protetti, hanno bisogno di luce.
Qual è il tuo?
挑戦を続けられますように。
(Chōsen o tsudzukeraremasu yō ni.)
Che io possa continuare a sfidarmi

