YARUKI, o la buona volonta.

Yaruki やる気」/yaruki/ in giapponese significa “voglia di fare” o “buona volontà”. É una delle caratteristiche vitali della cultura nipponica, che ancora una volta ci riporta ai valori di fondamentale importanza. Il cambiamento, qualunque esso sia, fa parte del processo, sia esso personale o sportivo. Per un giovane atleta, cambiare società di appartenenza significa mettersi in discussione, uscire dalla propria zona di comfort e affrontare un percorso fatto di ambizione. Significa proprio yaruki (volontà), nel senso più stretto del termine, e significa scegliere il proprio futuro, nonostante i sacrifici dell’atleta stesso e ancor prima della famiglia. Ma è proprio da queste scelte che nascono le vere storie di crescita. A raccontarcelo è direttamente il protagonista di questo cambiamento, che ha deciso di condividere la sua esperienza e le emozioni vissute in questo primo periodo nel dojo settimese:

“Ho scelto di entrare in Akiyama con un obiettivo ben preciso: migliorarmi. Sentivo il bisogno di crescere, di allenarmi di più, di mettermi alla prova con i migliori. Qui ci sono atleti straordinari, anche olimpionici, e l’opportunità di confrontarmi con loro era qualcosa che non potevo lasciarmi sfuggire. Essere onesto con me stesso significa però ammettere che non è stato un passo facile. Ho lasciato la mia vecchia società, dove ero circondato da amici. Quando ho saputo che il mio trasferimento era stato accettato, ho capito che dovevo lasciare tutto per inseguire la mia passione: il judo. Una parte di me aveva paura. Paura di non riuscire, paura di non reggere il livello, paura di deludere. L’Akiyama è conosciuta per l’alto livello tecnico, per le grandi opportunità che offre, ma anche per l’intensità degli allenamenti. Io sono una persona ansiosa, e l’idea di essere giudicato solo in base ai risultati mi spaventava. I primi tempi sono stati davvero duri. Integrarmi è stato complicato: tanti atleti, nuovi ritmi, allenamenti faticosissimi. Mi sentivo piccolo in mezzo ai giganti. Alla prima gara ho perso subito, al primo incontro e in pochi minuti. In quel momento ho pensato davvero di non farcela. Ma, col tempo, qualcosa è cambiato. Ho scoperto che sì, Akiyama è una società di altissimo livello, ma è fatta anche di persone vere. Mi hanno sostenuto, non solo tecnicamente, ma anche umanamente. Con i compagni ho iniziato a parlare, a ridere, a condividere le fatiche… e sono nate delle belle amicizie. Oggi mi alleno accanto ad atleti come Basile, Lombardo, Mungai, Piras, Carlino,Toniolo… un sogno per chi ama il judo. Ho imparato tantissimo, ogni giorno imparo qualcosa di nuovo. È dura, certo: le doppie sedute quotidiane richiedono impegno totale. Ma quando ami il judo con tutto te stesso, allora Akiyama è davvero il posto ideale. Sto crescendo, sto superando i miei limiti e, soprattutto, sto scoprendo quanto posso essere più forte di quello che pensavo. Questa esperienza, iniziata un anno fa, si sta rivelando un percorso prezioso, che mi sta cambiando dentro e fuori dal tatami.”

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