SUGIYAMA SHOJI: GRAZIE MAESTRO


Un’altro pezzo della storia del CRS Akiyama è stato scritto: la lezione  tenuta  dal Maestro SHOJI SUGIYAMA, uno dei più grandi Maestri di JUDO al Mondo, è stata una autentica pietra miliare della storia del club Settimese.

A distanza di quarant’anni il Maestro è tornato: vedere i tanti e talentuosi atleti ascoltare, praticare, cimentarsi seguendo attentamente le direttive del Maestro è stato veramente emozionante.

Il Sensei Sugiyama  è il Maestro del Judo Piemontese ed è grazie a lui che oggi il Piemonte è la Regione conosciuta per i risultati sportivi ottenuti nelle competizioni di Randori e di Kata.

Non bisogna dimenticare cosa ci ha permesso di arrivare fino a qua ed è’ giusto conoscere il passato se vogliamo spostare ancora più avanti i nostri obiettivi di judo e di vita futuri: ecco quindi il motivo dell’incontro tra il grande Maestro e i tanti giovani della blasonata Società.

Se tanti anni fa il Maestro Shoji aveva stregato tre giovani fratelli agli esordi nel Judo e volenterosi di imparare, sabato scorso la stesso risultato è stato ottenuto con molti altri ragazzi della medesima età desiderosi di “crescere” a conferma che il carisma e le qualità del Maestro non sono mutate malgrado gli anni trascorsi.

Il Maestro Sughiyama Shoji
Il Maestro

Bellissime e toccanti le parole espresse dal Maestro in merito alla società Akiyama che hanno riempito il cuore a chi le ha potute ascoltare e importanti i segni di stima,gratitudine e rispetto per il Maestro da parte di più campioni presenti alla lezione.
Il più profondo apprezzamento quindi per quanto fatto dal Maestro SHOJI SUGIYAMA e per quanto sta facendo per il JUDO in generale e un ringraziamento per la lezione di Sabato nella sicurezza che ne seguiranno altre.

2 commenti

  1. Il Maestro usava ripetere con quell’accento carismatico ed un pò tentennante: “ma tu cosa fai …” quando una tecnica non era così corretta come Egli prescriveva.
    Mi mandò ai Campionati Italiani da cintura blu con la marrone in mano e persi, giustamente, per entrare negli ottavi.
    Mi fece rientrare la clavicola sul tatami, attorniato dagli altri allievi che sbarravano la vista al pubblico, con grande esperienza e delicatezza ma io avevo la cintura fra i denti e le lacrime agli occhi, ricordando di quando da Egli lo avevo visto fare a Carnebianca in un incontro con Cappelli alla MAGENTA a fine anni ’60 e pensando, allora, che a me non sarebbe mai successo … Grazie anche per questo, Maestro.
    Grazie per la serietà, per la correttezza di rapporto ed insegnamento, per la grande modestia, per le spese affrontate per mandarci in giro, gli altri allievi agonisti ed io, per il paese in gare non sempre fortunate.
    Ho trascorso dieci anni al Dojo ed ancora oggi, a 76, il mio ricordo scorre veloce e piacevole.
    Ricordo che sul tatami il Maestro alcune volte ripetè: “Tecnica, Velocità, Potenza” in ordine non controvertibile di impegno nel tirare di Judo.
    Al Dojo nel tabellone di legno appeso alla parete, con i cognomi scritti su tavolette di compensato tenute da due chiodini, é rimasto anche il mio tra le CN 1° Dan.
    1966-1976.
    PRONELLO Silverio.

    • Akiyama Staff

      Grazie per il tuo racconto Silverio. Non è facile incontrare “grandi” persone come il Maestro. In ogni caso hai riportato esempi di come deve essere un vero Maestro.
      Pierangelo

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