Uchi e soto rappresentano un’opposizione profonda: in giapponese significano rispettivamente “dentro” e “fuori”. Due mondi complementari che si sfiorano, dialogano, si osservano e si definiscono a vicenda, fino a confondersi. Nella nostra quotidianità, così come durante ogni sessione di allenamento. Domani inizierà il Campionato del Mondo, e cinque dei nostri atleti saliranno sul tatami di Budapest, pronti a rispondere al primo hajime con mente lucida e spirito saldo. Li vedremo nel loro soto, il fuori visibile, quello che si mostra: tecnica, potenza, controllo, concentrazione ed espressione pura di ciò che sono. Ma prima di quel momento, c’è sempre un uchi, che rimane spesso invisibile, noto soltanto agli atleti stessi, ai loro affetti più cari e alle persone che lavorano con loro, giorno dopo giorno.Un “dentro” silenzioso e profondo, fatto di sogni custoditi, di passione, di disciplina e dedizione, di fatica, di complicità, di sforzo pertinace, di ripetizione infinita del gesto, di studio minuzioso, di rifinitura di ogni minimo dettaglio e di lavoro di squadra. Andrea, Matteo, Manuel, Zanet ed Erica sono completi, dentro e fuori.

Manuel Lombardo Kg 73

Andrea Carlino kg 60

Matteo Piras kg 66

Erica Simonetti + 78


