La venticinquesima edizione dello stage Judo&Mare ha rappresentato un segnale importante e forte per la ripartenza del judo nazionale.
Con attenzione, privilegiando la sicurezza, seguendo le linee guida i novanta atleti che hanno risposto presente, e non sono pochi novanta judokas di questi tempi.., hanno potuto cimentarsi nel loro amato sport, tornare a incrociare le prese e fare randori per finire la giornata stanchi ma soddisfatti.
In un periodo in cui nessuno si prende responsabilità alcuna, noi abbiamo deciso di prendercele e dare una prova di ripartenza significativa.
Un segnale che viene dal basso, dalle società che non vogliono morire e non vogliono mollare malgrado il covid e quello che ha portato.
Ora i segnali però devono venire dalle istituzioni: non basta una pacca sulla spalla quando arriva la medaglia.
Attualmente il Judo, come altri sport di contatto, non si può praticare ovunque e questo è un problema ma nessuno lotta per noi. Il Ministro Spadafora è d’accordo sulla ripresa ma in Piemonte e poche altre regioni si continua a stare fermi. Ribadiamo che l’ atleta di Torino abbia lo stesso diritto di allenarsi come quello di Roma, Napoli o Palermo.
Settembre è alle porte ma ancora non abbiamo nessuna bozza di un ipotetico calendario nazionale malgrado l’ EJU si sia invece già espressa.
I judokas e le società sono pronti ma ora la sfida la devono giocare quelli in alto.

