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ORGOGLIOSAMENTE……23!!!!

Written by Akiyama Staff

Da sempre i numeri nello sport illustrano vittorie e sconfitte, commemorano date e annate, celebrano campioni e squadre.

Ventitré è solo un numero. Un numero come tanti altri. Ventitré nel basket riporta al numero delle maglie di Lebron James e dell’epico Michael Jordan. Nel calcio, Materazzi indossava la maglia con il ventitré, nella gloriosa Inter del triplete di Mourinho.

Ventitré, judoisticamente parlando, è il numero degli anni consecutivi in cui l’AKIYAMA  di Settimo Torinese impera   nella classifica a punti federale, la classifica che incorona la prima società d’Italia.

Vincere anche solo per un anno questa graduatoria (in pochi club vi sono riusciti) è già motivo di grande soddisfazione, figuriamoci vincerla per più anni… ma concedeteci: vincerla ininterrottamente da ventitré anni è qualcosa che definire con un aggettivo diventa arduo. Incredibile? Straordinario? Eccezionale?

Scegliete voi l’aggettivo, per noi “UNICO” è quello che calza meglio. 

Facciamo dei paragoni. Abbiamo provato a guardarci attorno per vedere se ci sono esempi analoghi a iniziare nella nostra federazione e poi in altre discipline sportive. Non si trova molto.

Abbiamo provato su internet e lo stesso sito federale FIJLKAM arriva solo fino al 2007 ma comunque la ricerca è interessante.

Nella lotta olimpica troviamo il CUS Torino a padroneggiare negli ultimi anni (2018-17-16-15) ma nel 2014  la graduatoria fu vinta dai cremisi della Polizia di Stato che hanno interrotto il dominio dei cussini impostisi anche nel 2013 e 2012, mentre ancor prima la “Lotta Club” Rovereto aveva imperversato dal 2007. Poi il sito federale si ferma.

Nel Karate la società che vinse la classifica negli ultimi anni fu il Gruppo Sportivo della Polizia di Stato che si impose  dal 2017 al 2014 ma nel 2013 fu  la fortissima  “Shirai Club” di San Valentino (SA) ad imporsi e a spezzare la catena, poi gli annali si  perdono.

Nella nostra Federazione quindi non troviamo una situazione analoga al settore judo perché i forti cugini di lotta e karate hanno avuto uno strapotere che è durato al massimo qualche anno e a quanto ci dicono alcuni “veterani” della lotta e karate, anche nel passato era così.

Nella pesistica olimpica troviamo un caso analogo all’AKIYAMA , la soc. leccese Body’s Training si impone sulle altre contendenti dal 2005 al 2013: otto anni, un buon record!(sito FIPE)

Nel nuoto (acque libere) le onnipresenti Fiamme Oro sono al comando dal 2012 ma nel 2011 fu il C.S. Esercito a imporsi e ancor prima la “Canottieri Aniene” per qualche anno, 2010-09-08-07. (sito FIN)

Si inizia a capire come imporsi nella classifica annuale di tutti i club di una data disciplina non sia affatto cosa semplice e addirittura i GG.SS. MILITARI, che godono di strutture e finanziamenti “diversi” dalle altre società associazioni/società sportive, non sempre riescono a farlo.

E nel judo cosa succedeva prima dell’avvento AKIYAMA?

Anche qui l’impresa è ardua ma grazie alle memorie di alcuni “veterani del judo” italiano” siamo riusciti a saperne qualcosa.

Il gruppo sportivo dei Carabinieri e quello della Guardia di Finanza, come anche la gloriosa Kodokan di Napoli del Maestro Marmo si imposero negli anni ottanta/novanta, prima di loro si ricorda la Forza e Costanza del Maestro Capelletti negli anni settanta e poi, parliamo di molti anni fa, la Bu-Sen  di Milano del M. Barioli con i mitici f.lli Vismara, Scolari, Beretta, le Fiamme Oro di Nettuno e la Soc. Edera di Roma e ancora la Jigoro Kano di Milano, ma dobbiamo risalire ai tempi del Maestro Koikè. Ci scusiamo in anticipo se abbiamo dimenticato qualcuno e nel caso vi preghiamo di segnalarcelo ma credeteci, non avendo gli annali a disposizione non è stato facile.

Più si torna indietro più la ricerca è difficile, ma di una cosa siamo sicuri e su questo tutti gli anziani maestri interpellati hanno concordato: MAI E SOTTOLINEIAMO MAI vi è stata una società che ha primeggiato per tanto tempo nell’ Italico Judo. Siamo quindi di fronte a un avvenimento eccezionale nel suo genere e che se forse, forse, trova qualche similitudine in altre discipline sportive non la trova sicuramente nelle arti marziali FIJLKAM dove sicuramente l’AKIYAMA risulta essere la società più vincente dell’ultimo ventennio tra tutte le affiliate alla nostra federazione.

Siamo orgogliosi di questo, non solo perché primeggiare fa piacere e perché i record non sono da tutti, ma perché oggi AKIYAMA è un “modello”, imitato e copiato, sinonimo non solo di vittoria ma di “circostanze” che portano alla vittoria che è l’equivalente lavorativo di risultato.

Non vogliamo ora passare a descrivere i motivi e i fatti che ci hanno portato fino a qui ma sarebbe ingiusto tacere un’eccellenza che riteniamo abbia poche analogie nello sport e di cui, purtroppo, nessuno parla, soprattutto la stampa di settore, in un momento storico dove tutto fa notizia mediante i social network costringendoci a farlo noi mediante il nostro sito societario.

Ma si badi bene, il nostro non è un pavoneggiarci ma un informare: solo conoscendo le cose si può pensare a come renderle migliori. Abbiamo volato alto per scorgere orizzonti “diversi” e questo è stato importante, ma soprattutto abbiamo perseverato quando in molti dicevano… ”lascia stare” e queste “circostanze” hanno permesso tutto ciò.

La storia di AKIYAMA ha una grande analogia con la storia della duecentesima medaglia d’oro dello sport Italiano che proprio in AKIYAMA si è formato, ha vinto ed ancora oggi si allena, Fabio Basile. E’ una storia che parte dal basso, dalle difficoltà, dal niente, dalla fame, tutte caratteristiche che fanno incazzare e ti portano a rischiare sempre un po’ di più e quel rischiare, in molti ti chiamano pazzo, è invece un avvicinarsi alla perfezione con cui poi si fa la differenza. Non penso sia un caso che la duecentesima medaglia d’oro dello sport Italiano sia nata in AKIYAMA, in tutto c’è un destino.

Maria Veronica Ciccone, in arte Madonna, diceva: “solo se credete fortemente nei vostri sogni li potrete realizzare” e oggi con qualche anno in più di quando eravamo teenager dobbiamo darle ragione e sottolineare che è quell’avverbio, fortemente, che fa la differenza nella vita come nello sport.

Il nostro pensiero va ai prossimi ventitré anni che ci aspettano, se il buon Dio vorrà: ci sarà una società che riuscirà a vincere per ventitré anni di fila la Classifica Nazionale? Riuscirà a fare un campione olimpico e innumerevoli medaglie ai mondiali, europei, universiadi e quant’altro? Vincere i campionati societari in tutte le classi? Non lo sappiamo…ma sarà una sfida bellissima!

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