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NjC 2016: tris d’Assi!

Written by Akiyama Staff

L’edizione 2016 del natale judo camp di Bardonecchia ha bruciato ancora una volta tutti i pronostici consacrandosi come l’appuntamento tecnico  dell’anno, meta da non perdere per chi è alla ricerca di affinare, migliorare, ampliare  il proprio bagaglio tecnico attingendo direttamente  dai grandi campioni. 

 

La presenza del campionissimo olimpionico di Rio, Fabio Basile valeva già da sola questo primato: vedere all’opera l’oro olimpico italiano, la duecentesima medaglia d’oro dello sport azzurro, l’unico italiano che ha messo dietro di se’ sul podio olimpico i judoka asiatici, surclassandoli con un judo efficace e spettacolare, era garanzia di successo. 

 

Fabio ha dimostrato una sicurezza da tecnico decorato, una maestria didattica che ha reso fruibile alche il gesto più difficile, una capacità di rapportarsi con tutti, dal ragazzo all’agonista plurimedagliato, qualità che lo hanno fatto conoscere ed apprezzare dal popolo judoistico da un’altra angolazione, fino ad oggi  rimasta celata dalle tante medaglie, ma che indubbiamente Fabio Basile possiede.

 

A Bardonecchia però non ci si è accontentati di un campione olimpico e se ne sono convocati addirittura tre, provenienti da nazioni e scuole judoistiche diverse, per offrire una panoramica ancora più varia e completa, a disposizione di tutti, con lezioni mirate sia per le classi esordienti e cadetti, sia  per i tanti judokas di alto livello accorsi delle classi junior e senior. 

 

La campionessa slovena Tina Trstenjak, dominatrice assoluta delle ranking list internazionali, ha presentato un excursus di ne waza che ha deliziato i palati più sopraffini, a dimostrazione che l’oro europeo, mondiale e olimpico del 2016 non possano che essere figli, e non potrebbe essere diversamente, del lavoro pianificato in ogni aspetto e situazione judoistica, come è prassi degli atleti che escono dalla prestigiosa scuola di Celje.


Per finire Ky-Young Jeon, grandissimo judoka coreano membro di quella hall of fame che raccoglie i migliori judoka di tutti i tempi, uno dei pochi uomini a vincere nella propria carriera il titolo olimpico, quello mondiale (per ben tre volte ed in diverse categorie di peso!) e quello continentale, alla sua seconda presenza a Bardonecchia, ha guidato con destrezza i due giovani campioni di rio e ha poi spaziato in dimostrazioni tecniche che hanno incantato tutti i partecipanti, trovando l’interesse di grandi maestri come Giuseppe Vismara, 9 ° dan, e di grandi campioni come il  francese Alexandre Iddir, che  in più occasioni ha potuto fruire di approfondimenti con il tecnico coreano, il quale da parte sua ha dimostrato sempre grandissima disponibilità nei confronti di tutti i presenti. Il judo coreano è sempre un judo di alta classe e ora ci si spiega il motivo delle qualità tecniche dei tanti judokas made in yong-in ( l’università n.d.r.) e dintorni.

 

Il Natale Judo Camp di Bardonecchia non ha voluto però essere solo momento di conoscenza e aggiornamento tecnico, ma anche di randori ad qualità elevata, ideale per la preparazione dei prossimi campionati assoluti,  con numerosissimi campioni a confrontarsi sul tatami: dagli oltre cento judokas transalpini, molti appartenenti alla squadra nazionale, alle forti olandesi di Harlem, ai club sloveni più forti presenti in forze, agli innumerevoli e mai domi israeliani e poi inglesi, croati, cechi, spagnoli, senza dimenticare la presenza del team Akiyama al completo con tutti i suoi campioni .

 

Ma la leadership di Bardonecchia è stata ottenuta anche grazie alle piste innevate che hanno dato la possibilità ai desiderosi e mai stanchi judokas di godere di emozioni e panorami mozzafiato, al villaggio olimpico che con i suoi spazi, la sua spa, e con  la sua cucina eccellente e sempre abbondante ha coccolato gli oltre mille partecipanti.

Il fascino che una città come Bardonecchia sa regalare con la sua via Medail tutta illuminata e colorata, i tanti locali aperti per festeggiare in un periodo così speciale dell’anno, le gite sul gatto delle nevi in alta quota per vivere assieme una tre giorni di sport,  amicizia, coesione e crescita. 

 

Diciamo allora che il numero uno ha portato bene a Bardonecchia e che Bardonecchia porta bene a numeri uno!

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