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From Pistoia to Tokyo 2020: parola di Nicholas Mungai!

Written by Akiyama Staff

a cura di Ilaria Bianco 

Le passioni andrebbero coltivate, sempre. Ammesso che si trattino di vere passioni. Ma per esser coltivate in modo sano e giusto, le passioni devono anche essere trasmesse. Che si tratti di una passione amorosa, o quella per uno sport.
Nicholas Mungai ne ha sempre avuta una per uno sport in particolare: il judo. Nato e cresciuto in quel di Pistoia, inizia ad allenarsi insieme al papà Cristiano e mamma Anna (insegnanti di judo) e alla sorellina Irene.


Purtroppo però Pistoia si rivela una realtà in cui risulta difficile emergere, data da una mancanza di sparring partner adeguati. Così Nicholas ed Irene decidono di trasferirsi a Torino per studiare scienze motorie e dedicarsi al judo anima e corpo. Entrano quindi nel Dojo celeberrimo dell’Akiyama Settimo e iniziano a prendere parte della vita fitta di allenamenti. Qui entrambi ottengono buoni risultati, ed il loro intento sembra fortunatamente essere riuscito.
Ma l’entusiasmo purtroppo è destinato a spezzarsi, poiché la madre di Nicholas scopre di avere il male del secolo, e morirà in pochissimo tempo.  Irene così decide allora di tornare a Pistoia dal padre, mentre Nicholas rimane a Torino.  Sei mesi dopo la morte della madre Mungai conquista il bronzo a Bratislava, ai campionati europei under 23 nella categoria -90 kg. Anche Nicholas dimostra di avere il judo nel sangue, e nonostante le avversità della vita, in questo sport ci si butta a capofitto, cercando così di superare quel dolore incolmabile, come si può evincere da queste toccanti parole del giovane judoka: “il judo, soprattutto inizialmente, è stato un po’ un’isola felice in cui rifugiarmi, mi permetteva di sfogare almeno un minimo il dolore che provavo”. “A me il judo ha insegnato a cadere, anche metaforicamente, ma soprattutto ha insegnato a rialzarmi”.

In seguito alla metabolizzazione del lutto, riuscita in gran parte proprio grazie allo sport, da un’idea della sorella Irene, con l’aiuto di Nicholas e di babbo Cristiano, nasce “Fight the Cancer”, un evento benefico che si svolge ogni 26 novembre, giorno del compleanno di “Occhi verdi”, l’affettuoso nomignolo di mamma Anna, in cui amici, parenti e semplici appassionati delle arti marziali, si ritrovano sul tatami. In questo modo, si ha l’occasione di organizzare una raccolta fondi, il cui ricavato viene interamente devoluto ad associazioni che si occupano della lotta contro i tumori.

Ma tornando alla carriera sportiva anche Nicholas ha dovuto affrontare un ripido percorso fatto di insidie e fatiche: nella primavera 2019 patisce un brutto strappo al gran dorsale ma nonostante ciò riesce  a  partecipare ai mondiali, racimolando ben 240 punti e conquistando il ventisettesimo posto in classifica olimpica. Il 09 ottobre 2019 partecipa inoltre al Gran Slam di Brasilia, piazzandosi al quinto posto in classifica salendo così  in ranking list al ventesimo posto con ben 1391punti.  Costretto a eliminare dalla sua agenda la partecipazione al Gran Prix ad Abu Dhabi,  a causa di una lesione al muscolo semimembranoso, Nicholas rallenta un po’ la sua preparazione ma, come si sa , “non tutti i mali vengono per nuocere” ed effettivamente, pur nella sfortuna, così è stato. Infatti, la sospensione delle competizioni e, conseguentemente, delle olimpiadi a causa della pandemia di Coronavirus, ha permesso a Nicholas di ristabilirsi completamente dagli infortuni subìti. Quindi, è proprio vero che il judo ti insegna sì a cadere. Ma anche, anzi, soprattutto a rialzarti. Forse con qualche acciacco, sia fisico che mentale, ma avendo maturato la consapevolezza che non è importante quante volte si cada, bensì tutte le volte in cui, dopo una caduta, ci si rialza più forti di prima. Perciò a qualche giorno da Tokyo 2020, in bocca al lupo, Nicholas,  campione di judo ma, soprattutto,  di vita!

 

 

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