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Qualche volta il destino assomiglia a un vento……

Written by Akiyama Staff

Ilaria Bianco 

 

Eravamo rimasti all’urlo sul tatami di Rio 2016 che consacrò Fabio Basile nell’olimpo del judo e contemporaneamente duecentesima medaglia d’oro dello sport italiano.
Il successo da’, il successo toglie.

 

 

 

Ti fa diventare famoso e guadagnare parecchi soldi. Spesso però si confonde il successo con la voglia di emergere nel mondo dello spettacolo. Non è necessario appartenere al mondo dello spettacolo per avere successo. Anzi, a volte è proprio il contrario.  Anche il judo può fartelo avere. E per Fabio Basile così è stato. La medaglia ai giochi olimpici di Rio 2016 ne è stata la dimostrazione. È l’inizio dell’ascesa. Viene subito contattato da Milly Carlucci per partecipare al programma del sabato sera “Ballando con le stelle “. Fabio accetta poiché le prove si svolgono al mattino e nel pomeriggio può continuare ad allenarsi. Al termine di “Ballando”, il judoka parte per il Giappone per un duro allenamento in vista dei mondiali 2017 a Budapest, lontano dalla sua comfort zone, arrivando persino a dormire su un futon striminzito a pochi centimetri da terra. Su di lui ovviamente si nutrono grandi speranze, ma subisce anche parecchie pressioni.

Il giorno del mondiale, dopo un paio di incontri vinti con estrema facilità, Fabio si trova nuovamente come avversario An Baul, come nella finale di Rio 2016. Questa volta  Fabio perde per tre sanzioni a sfavore, mentre An Baul ne ha soltanto due.

Purtroppo Fabio non viene più ripescato, e per lui il sogno mondiale sfuma.

In seguito a ciò, comunque non demorde e decide di cambiare categoria di peso ed approdare nei 73 kg. Una decisione per molti incomprensibile ma gli permette di risalire la china, provare nuovi avversari, mettere su massa e cimentarsi in nuove tecniche. Il mondiale può essere ancora suo.

Ovviamente gli haters e i leoni da tastiera di turno, non perdono occasione per criticarlo: troppo vip, troppo basso, troppa poca fame, troppa poca voglia di impegnarsi. Ma, chiaramente, come purtroppo molto spesso accade, per la gente comune e i non addetti ai lavori è molto più facile sparare a zero e dare aria alla bocca, piuttosto che capire le reali motivazioni di un cambiamento così radicale.

La vita di un atleta non è tutta rosa e fiori come ci si potrebbe aspettare, ma come quella di ogni comune mortale che si rispetti, con gioie e dolori. E anche Fabio ha avuto i suoi, di dolori: un paio di storie d’amore finite, la morte dell’adorato nonno mentre si trovava nel paese del sol levante, Grand Slam di Parigi 2018 andato male: finito al primo incontro.

Ma è proprio dopo queste disavventure che per Fabio si presenta una nuova, diversa, ma soprattutto rischiosa, opportunità: partecipare al Grande Fratello Vip. Decide di parteciparvi poiché gli danno tutti quei soldi che nessun’altro gli aveva mai dato, ma la gente, ancora una volta, non capisce il motivo di tale scelta. E anche qui le critiche impazzano, ma forse molti di quelli che criticavano (ingiustamente), non sapevano che, i risultati di Fabio Basile dopo Rio sono stati i seguenti:

terzo classificato al Grand Slam di Ekaterinemburg, secondo al GranPrix di Zagabria e ancora terzo ai Giochi del Mediterraneo. Ha portato a casa tutti i podi, l’unico italiano ad aver ottenuto questi risultati e che lo può fare arrivare dritto ai giochi olimpici di Tokyo 2020.

 Comunque, subito dopo il criticatissimo e contestatissimo Gf Vip, Fabio si ributta a capofitto negli allenamenti, spesso a Roma, e il 09 febbraio 2019,  proprio al Grand Slam di Parigi che soltanto un anno prima si era rivelato disastroso, si riconferma il suo talento innato: medaglia di bronzo. Questo ragazzo il judo ce l’ha  nel sangue! Come la fenice, è risorto dalle sue ceneri ed è tornato più forte che mai. “Kings never die” è diventato il suo motto per mettere a tacere   tutte le maldicenze sul suo conto. Nel mese di luglio 2019 parte alla volta di Minsk in vista degli European Games 2019: vince qualche incontro, ma dopo un po’ è costretto ad arrendersi a causa di una leva al braccio inflittagli dall’avversario. Ciò lo  porta alla resa  per un brutto infortunio.

Decide comunque di partire per Tokyo in vista dei mondiali di agosto 2019 , ma purtroppo non essendo ancora al massimo della forma, perde al terzo incontro contro un forte atleta israeliano.

Le nuove prove della vita di Fabio però non si fermano qui: a Febbraio 2020 decide di partecipare al Grand Slam di Dusseldorf dove incontra un mostro sacro del judo, il giapponese Shoei Ono, campione olimpico nei 73kg a Rio 2016. Una vera forza della natura nonché leggenda. L’incontro che ne consegue è stato uno dei più visualizzati nella storia del judo web contemporaneo che si conclude con la resa di Fabio di fronte a Ono ma con nuove consapevolezze.

Nemmeno la pandemia di Coronavirus, il rinvio dei giochi di un anno (che significa per tutti un nuovo anno ricco di sacrifici, speranze, riprogrammazioni) destabilizzano Fabio il quale, al fine di tutelare la sua famiglia, decide di rimanere a Ostia al centro federale, solo con l’amico-sparring  Ermes, ad allenarsi e riflettere in solitudine.

Il ritorno alla vita agonistica non è stata subito rose e fiori, ma nella primavera del 2021 vince il Grand Slam ad Antalya conquistando cosi nuovamente punti preziosi per il suo secondo sogno olimpico. Una gara, anche questa , senza precedenti , un incontro dopo l’altro vinti per ippon.

                                        

Qualche volta il destino assomiglia a un vento che cambia incessantemente direzione. Tu cambi con lui, e subito il vento si gira, per adattarsi al tuo nuovo passo. Ma quel vento non arriva da lontano, non è indipendente da te: è qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu: puoi guidarlo a testa alta e guidarlo dove vorrai.” (tratto da L’impossibile non esiste , Fabio Basile , pag.80, Giunti).

La morale di questa storia è che non importa quante volte si cada, ma nella capacità di rialzarsi sempre, più forti di prima. Se quindi è vero che i re non muoiono mai, è altrettanto vero che bisogna sempre crederci, senza mai arrendersi. Proprio come Fabio Basile.

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